DSA - Campanelli d'allarme

I disturbi dell’apprendimento sono vari e differenti tra di loro. Esistono però tratti comuni e ricorrenti tra gli studenti che hanno un DSA ed altrettanto comuni sono alcuni segnali, che possiamo meglio definire come veri e propri “campanelli d’allarme”.
Analizziamo dunque alcuni elementi che sia un genitore, sia un insegnante, possono osservare a partire dalla prima elementare.
Sebbene fino al termine della seconda elementare non si possa diagnosticare un DSA, si può comunque procedere ad una prima valutazione nelle sedi opportune (UONPIA o studi privati multidisciplinari) e comunque si può tenere conto delle difficoltà che emergono.
Può darsi che la valutazione, una volta effettuata, NON riveli l’esistenza di un DSA, ma di un altro tipo di problematica: sarà stato in ogni caso utilissmo aver individuato rapidamente l’esistenza di difficoltà senza sottovalutarne l’importanza per la vita scolastica del bambino.

1. Lettura e scrittura: il bambino, dalla fine della prima elementare in poi, mostra di non riuscire a leggere in maniera fluente, di fare fatica a mettere insieme le sillabe delle parole; può anche leggere abbastanza bene ma molto lentamente, oppure non comprende ciò che legge. Il suo rapporto con la lettura non si è consolidato, non è “naturale”, ma sempre forzato e difficoltoso. Per quanto riguarda la scrittura, può succedere che il bambino non riesca a scrivere in corsivo, nemmeno lentamente, oppure che scriva ma non riesca ad ottenere un buon risultato estetico o addirittura che la scrittura in corsivo sia poco leggibile. Ancora, può accadere che il bambino scriva in modo chiaro e leggibile ma con molta fatica, segnalando dolore alle mani ed ai polsi e procedendo molto lentamente. Anche in questo caso, il bambino vi sembra che non abbia raggiunto un livello di naturalezza nello scrivere.
 
2. Calcolo e geometria. Il bambino, dalla fine della prima elmentare, non “vede” senza contare le quantità fino a 5 (le dita o gli insiemi di figure) ed entro il 10; non impara, entro la classe terza elementare, i numeri “amici del 10”; non automatizza le tabelline entro la quarta elementare (ciò significa, in alcuni casi, non ricordarle affatto ed in altri ricordarle ma con lentezza) e fatica a leggere e scrivere i numeri oltre il centinaio. Il bambino, entro la quinta elementare, esegue con fatica le divisioni e le moltiplicazioni, non riesce ad eseguire il calcolo  mentale oppure lo esegue molto lentamente. Riguardo la geometria, il bambino fatica a ricordare i tipi di angolo, i tipi di triangolo, le caratteristiche delle figure e le formule delle aree e dei perimetri. Le difficoltà descritte possono presentarsi in maniera isolata o associate le une alle altre e possono essere spie di una discalculia ma anche di dislessia, oltre che di disturbo visuo spaziale.
 
3. Atteggiamenti. Il bambino, entro gli anni della scuola elementare e in proporzione alla sua età, fatica ad acquisire autonomia nel ricordare gli impegni scolastici, fatica a tenere aggiornato il diario, fatica a tenere in ordine il materiale scolastico e riporta spesso dimenticanze. In classe sembra distrarsi facilmente, oppure appare molto stanco ed “evita” alcune situazioni di apprendimento, come la lettura ad alta voce, l’esposizione alla classe di lavori individuali o di gruppo, le gare in cui bisogna mostrare una certa destrezza cognitiva. Non solo, a volte questi bambini sembrano svogliati e disfattisti, ma spesso si tratta di un atteggiamento dovuto al senso di inadeguatezza di fronte alla richiesta scolastica ed al confronto con i compagni. Questi atteggiamenti, uniti ad un oggettivo riscontro di difficoltà scolastiche che non migliorano nonostante gli sforzi del bambino e gli accorgimenti didattici dell’insegnante, possono essere considerati ulteriori spie per un DSA.
 
4. Quando sembra incontenibile –  è un disturbo del comportamento?
Anche se ciò esula dalla dimensione dei disturbi di apprendimento, è bene soffermarci anche sui segnali che possono destare dubbi dal punto di vista del comportamento. Può infatti capitare che i bambini non riescano a rispettare le regole, nonostante i richiami e gli interventi di insegnanti e genitori e nonostante questo possa condurli a continue brutte figure, espulsioni dalla classe, addirittura sospensioni. Al contrario di ciò che accade con gli altri alunni, più questi bambini crescono, più possono diventare difficili da contenere. Non riescono a regolare il proprio comportamento.
Senza l’aiuto di uno psicologo esperto, in alcuni casi, non è possibile comprendere e gestire queste situazioni, che compromettono il benessere del bambino a casa e a scuola e della classe nella quale egli è inserito.
E’ possibile rivolgersi, in caso di dubbio, proprio ad un esperto, prima che la situazione diventi troppo difficile da gestire per tutti.
A chi rivolgersi: la prima cosa è avviare un confronto tra genitori ed insegnanti, per vagliare l’opportunità di un primo consulto con un esperto di Disturbi dell’apprendimento o del comportamento, in modo che si possa avviare una prima valutazione. L’esperto può essere lo psicologo o il neuropsicologo, da consultare presso le ASL, le UONPIA o privatamente.


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